RUSTY DOGS, le vittime della pace

Che gran sorpresa è stato questo romanzo, Rusty Dogs le vittime della pace, di Alessio Adami, alias Kylen Logan, per Book Road. In tutto: per lo stile, per la struttura, per la storia, per i personaggi. Mi ci sono affezionato pagina dopo pagina, ogni foglio in più aumentava il mio gradimento. Fantastico innanzitutto far raccontare, all’inizio, il libro stesso ad uno dei personaggi, dare le istruzioni per l’uso, una sorta di chiave d’abbrivio. Ho trovato la cosa speciale, originale, non consueta. Perfettamente intonata alla vicenda narrata, una realtà che non è mai quella che appare, una matassa che si avviluppa continuamente su sé stessa proprio per celare la verità dietro ad un bellissimo e pacificante imbroglio. Muove doppi fili Adami. Quelli della finzione letteraria e quelli del quasi delatore che vuole in qualche modo instradare i lettori, portarli in un continuo entrare ed uscire dalla storia stessa. Il tutto donando un ritmo davvero gradevole.

Un gruppo di sconosciuti si ritrova insieme per combattere un nemico comune, ognuno con le sue ragioni, ognuno con le sue capacità. Diversi atomi a formare una cellula capace di sovvertire il destino, di salvare il mondo.

Questo volume raccoglie in sé diversi generi. Dalla spystory, al thriller, al romanzo d’avventura, fantascienza, al genere distopico. Ma credo sfugga un po’ ad una possibile etichettatura e immagino che l’autore neppure la cerchi. Non riesco in ogni caso ad evitare di inserirlo nel filone cyberpunk, genere magnificamente creato da William Gibson negli anni ottanta. Ebbe il privilegio di rendere popolare un nuovo modo di comunicare, di raccontare, visionario per alcuni, preveggente per altri. Alessio Adami, nel suo Rusty Dogs, compie un ulteriore passo, una spinta in più che mi ha davvero inquietato: rende reale la fantascienza. George Orwell, con 1984, aprì la strada ad un genere davvero inimmaginabile, paventando un mondo controllato perennemente da un “grande fratello“. Gibson evolve il concetto e ci proietta in un mondo futuro, popolato da esseri bionici, semi immortali. Adami raccoglie queste eredità, e fa del suo stile una crasi. E proprio per questo, mentre lo leggerete, molto probabilmente avrete paura sul serio. La forza narrativa di Alessio Adami sta nel non collocare i Rusty Dogs né nel futuro, né in un mondo parallelo: i Rusty Dogs sono fra di noi, oggi, adesso, nel momento in cui leggete queste parole. La storia che racconta è perfettamente plausibile, concreta. Frase dopo frase viene da pensare: ma sì, sarebbe possibilissimo! Oddio, e se fosse davvero così?

Forse Alessio Adami è lo scrittore psicopatico, personaggio periferico del romanzo, che riceve visita dalla bella Rachele, chissà! A me questa formula della realtà che diventa una storia da libro e che la storia da libro possa essere reale mi ha fatto impazzire. Trovo Adami genialoide. Finalmente qualcosa di diverso sotto questo cielo. Un libro che mi ha fatto smuovere, che mi ha tenuto in uno stato alternato tra controllo dei miei pensieri e completa precipitazione all’interno delle pagine. Un effetto simile l’ho provato solo con Il Vangelo secondo Gesù Cristo di Saramago. E mi pare che sia un bel complimento!

C’è un bel lavoro dietro Rusty Dogs. Di studio soprattutto. La struttura è solida, si sente che c’è conoscenza, cultura. L’intreccio è originale, i protagonisti ben caratterizzati. Sembra di avere di fronte una penna di lungo corso. A volte, quando leggo cose del genere, di questa qualità, mi chiedo come mai non ci sia stato un vero accapigliamento, una sorta di rissa da parte delle più grandi case editrici per pubblicarlo, ecco, una cosetta alla Rusty Dogs. Ma poi penso alle condizioni dell’editoria italiana, alla libertà di stampa del nostro Paese e mi do una risposta da solo.

Wolves coming” I cento lupi di Liu Ruowang in Piazza Municipio a Napoli

Di solito utilizzo una foto che mi ritrae con il libro di cui scrivo come immagine di copertina. Per Rusty Dogs ho ritenuto fosse opportuno farmi fotografare in mezzo a “Wolves coming“, i cento lupi di Liu Ruowang, magnifica installazione dell’artista cinese, attualmente a Napoli in Piazza Municipio. Il romanzo di Adami ha molto a che vedere con la forza metaforica e simbolica dell’opera. Cento lupi che accerchiano un guerriero, direi più un soldato, una sagoma che tristemente somiglia molto a certe divise di un periodaccio europeo che pare voglia di nuovo fare capolino, con la sua violenza, la sua miopia, la sua ignoranza, la sua cialtroneria, con i suo sberleffi. Tipicità dei deboli, di chi solo con il sopruso può farsi notare, tipicità di chi sa di non contare nulla tranne che sulla forza fisica e la disumanità.

I cento lupi lo sbraneranno, ne sono certo.

Ricordatevi che regalare un libro è sempre un atto d’amore!

2 pensieri su “RUSTY DOGS, le vittime della pace

  1. Grande recensione: appassionata e vivace , entusiasmante ed emozionata , incuriosisce il lettore che é in me : comprerò e leggerò questo libro , pur essendo di un genere letterario che non conosco : sarà una nuova avventura , stavolta nel Ciberpunk 3.0 : e Sia quel che Sia ;

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